Comunità Montana della Prealpi Trevigiane
news di martedì 22 giugno 2004
LA MONTAGNA NELLA COSTITUZIONE EUROPEA
UNCEM
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21 giugno 2004

Comunicato stampa

COSTITUZIONE EUROPEA: DENTRO LA MONTAGNA

Tra le conquiste della neonata Costituzione Europea, anche una specifica attenzione per le aree montane, che coprono oltre il 39% dell’intera superficie. E’ quanto si legge nell’art. 116, parte III, del Trattato Costituzionale.

L’importante riconoscimento è il risultato del lavoro congiunto di tutte le forze che, sia a livello nazionale che europeo, operano per lo sviluppo e la promozione dei territori montani e che in Italia si è tradotto in numerose richieste ufficiali e appelli, non ultimo il documento conclusivo del meeting ministeriale di Taormina organizzato dal ministro La Loggia durante il semestre di Presidenza italiana. La formulazione conclusiva dell’articolo accoglie la proposta della Grecia di eliminare l’aggettivo “talune” in riferimento alle regioni insulari, transfrontaliere e di montagna, che avrebbe ristretto il campo d’azione, e che è stata fortemente appoggiata da tutti gli operatori europei della montagna.

“Non è retorico definire questo risultato un' autentica pietra miliare per la politica della montagna – ha detto il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi –. Se solo ci guardiamo indietro e andiamo con la memoria al Trattato di Amsterdam con il quale nel 1996 si istituì l’Unione Europea e nel quale le zone di montagna erano del tutto assenti, si può ben comprendere quanta strada si sia fatta per recuperare il tempo perso e per riaffermare la pari dignità dei nostri territori. La presenza delle zone montane, unitamente ai concetti di zone transfrontaliere e insulari, che caratterizzano buona parte della montagna italiana, si inseriscono nel fondamentale principio della coesione territoriale: l’Europa ha capito quanto da noi fortemente sostenuto, e cioè che la montagna non è una nicchia da proteggere, ma uno degli elementi centrali per la costruzione di una Unione Europea forte, coesa e ancorata alle proprie radici identitarie. Si apre da oggi un ulteriore e altrettanto fondamentale campo di lavoro costituito dalla ratifica e dalla successiva applicazione di questa essenziale norma”.

Soddisfazione anche da parte del Sen. Augusto Rollandin, presidente del Gruppo parlamentare Amici della Montagna, secondo cui “questo risultato è condizione fondamentale per la costruzione di un Europa attenta alle minoranze linguistiche e alle aree di particolare interesse ambientale”.
“Ci auguriamo – ha detto Rollandin – che quest’affermazione di principio si traduca in politiche concrete capaci di operare efficacemente per uno sviluppo equilibrato e armonico della nuova Europa a 25”.

“Al di là della gioia di apprendere che ciò che fino a ieri solo Spagna e Italia presentavano all’interno dei propri Trattati Costituzionali è invece da oggi patrimonio comune dei popoli d’Europa – ha detto Roberto De Martin, presidente del Club Arc Alpin, l’associazione che riunisce i club alpini d’Europa – ritengo che l’azione decisiva che la Grecia ha avuto in questa vicenda debba portarci a guardare con maggiore attenzione alle montagne del Mediterraneo, senza per questo trascurare l’arco alpino, nell’ottica di una efficace politica di coesione sociale e territoriale”.

Per maggiori informazioni:
Maria Teresa Pellicori
Capo Ufficio Stampa
mt.pellicori@uncem.net
cell. 338/4357918

 

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