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L'Abbazia
 INFO
comune:Follina
orari:Dalle ore 8:00 alle 13:45 e dalle 14:30 alle 19:00
costo biglietto:Ingresso libero
 
introduzione
L'Abbazia di Follina, risalente al XII° secolo, è uno dei più rilevanti esempi di architettura tardo- romanica tendente al gotico, presente nella Marca Trevigiana.
A pianta a croce latina a tre navate e cinque maestose arcate, come tutte le chiese cistercensi, la basilica è orientata con la facciata a ponente e l'abside a levante. Gli elementi che la caratterizzano maggiormente sono i grandi portali lignei raffiguranti i sette Santi fondatori, un bel rosone centrale e un affresco raffigurante La Beata Vergine con Bambino e Santi.
L'interno, austero e armonioso in stile romanico-gotico, è suddiviso in navate da un colonnato gotico a più arcate a sesto acuto. Una fascia affrescata percorre la navata centrale e l'arco di trionfo i cui elementi decorativi si alternano a stemmi abbaziali. Sulla navata destra, pregevole affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra Santi e committente opera di Francesco da Milano e un seicentesco crocifisso ligneo barocco, d'epoca camaldolese. A metà della parete della navata sinistra, interessante affresco raffigurante San Tommaso d'Aquino con in mano il trattato sul "Santissimo Sacramento" della metà del XV sec. Sull'altare maggiore, monumentale ancona gotica intagliata e laminata in oro, con al centro statuetta di antichissime origini raffigurante la Madonna del Sacro Calice, oggetto di venerazione fin dai primi del 1000.
 
descrizione
Il monastero di Follina ha origini incerte. Sappiamo che una comunità di monaci cistercensi proveniente dalla casa madre di Chiaravalle Milanese nel pieno dell'azione di Bernardo di Clairvaux, si insediò a Follina. Grazie alle donazioni lasciate dalla famiglia dei Da Camino a partire dal 1170, i monaci praticarono attività di follatura della lana, della bonifica e della giurisdizione del territorio, con possedimenti tra il Piave ed il Livenza fino a raggiungere anche il Cadore. Ai piedi del presbiterio troviamo una lastra sepolcrale a memoria di Sofia da Camino che testimonia le sue donazioni. I secoli di maggiore splendore sono il XIII e il XIV, durante i quali si delinearono l'abitato monastico, il chiostro e la chiesa nell'aspetto attuale. Nel 1448, questioni politiche spinsero la Repubblica Veneta a chiedere a papa Nicolò V la soppressione dei cistercensi e istituirono l'ufficio della commenda e nel 1771, la Serenissima decise di sopprimere, per mancanza di monaci, la comunità di Follina. Da questo momento ha inizio il decadimento degli edifici conventuali, dopo la loro acquisizione da parte di privati, si salvava soltanto la chiesa. Nel 1902 venne eseguito un progetto di restauro e ricostruzione, parte dallo scultore Paolo Possamai. Nel 1915 il mons. Caroli e i Servi di Maria, ripristinarono la tradizione conventuale. Solo al termine della prima guerra mondiale, iniziarono i definitivi e radicali lavori di restauro che ridonarono le linee primitive della chiesa e del monastero. Il 10 agosto 1921 papa Benedetto XV elevò il santuario e la Basilica.
 
note
Le antiche origini sono incerte anche se la costruzione dell'attuale basilica fu iniziata dall'abate Gualtiero nel 1305 e completata dall'abate Nordio nel 1335.
 
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